Nargolìan Asergnac: un amico fedele e un mago in cammino

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Un’esplorazione del personaggio che ha conquistato i lettori di Storia di Geshwa Olers

L’amico di sempre

Nargolìan Asergnac è molto più di un semplice personaggio secondario nella saga di Storia di Geshwa Olers: rappresenta il ponte tra l’innocenza dell’adolescenza e la complessità del mondo adulto, tra la vita ordinaria e la magia straordinaria. Fin dal primo volume, “Il viaggio nel Masso Verde”, emerge come il fedele compagno di Geshwa, ma è nel terzo volume, “Il cammino di un mago”, che finalmente diventa protagonista della sua storia.

Le origini: tragedia e resistenza

La storia di Nargolìan affonda le radici in una tragedia che ha segnato la sua infanzia. I suoi genitori morirono durante la Battaglia delle Codardie quando lui aveva appena due anni, vittime di un intrigo tra ufficiali traditori e spie imperiali. Cresciuto dalla nonna Bilette a Senfe, il ragazzo ha dovuto costruire la propria identità sui frammenti di ricordi: un uomo dalla barba rossa che lo salutava nei sogni, un abbraccio paterno, un saluto da una finestra. Questi “ricordi” – forse reali, forse creati dalla necessità del cuore – hanno plasmato il suo carattere resiliente e la sua capacità di creare legami profondi.

L’aspetto del giovane Mago

A diciotto anni compiuti da poco, Nargolìan si presenta come un giovane magro ed esile, con una barbetta che sta crescendo attorno al mento – segno tangibile del suo passaggio dall’adolescenza alla maturità. I suoi lineamenti sono ancora dolci e giovanili, e Lidanna, la ragazza di cui si innamora, lo definisce “molto carino” pur non considerandolo “l’uomo più bello” che abbia mai visto.

Indossa la giacca di daino rosso caratteristica degli Iniziati, distintivo che lo segue in tutte le sue avventure e che diventa simbolo del suo percorso di crescita magica. La sua magrezza gli consente di passare attraverso spazi angusti dove altri farebbero fatica, dettaglio che si rivela spesso utile nelle sue avventure.

Un carattere in evoluzione

Quello che colpisce maggiormente di Nargolìan è la sua evoluzione caratteriale attraverso i volumi. Nel primo libro appare come il classico giovane curioso ma prudente, affascinato dalle scoperte magiche ma ancora legato alle certezze dell’infanzia. Ha una naturale propensione per la magia – è lui che produce la prima luce magica nella grotta durante l’avventura con Geshwa – ma la sua curiosità è temperata dalla saggezza pratica.

Nel terzo volume, però, emerge la sua vera natura: un giovane coraggioso e determinato, capace di resistere alle pressioni esterne quando si tratta di scelte fondamentali per la sua vita. Di fronte all’alternativa tra l’amore (rappresentato da Lidanna) e la magia, sceglierà quest’ultima basandosi sulla fiducia nel suo maestro Asshar, dimostrando una maturità emotiva sorprendente.

L’amicizia con Geshwa: un legame indissolubile

Il rapporto con Geshwa Olers è il cuore emotivo della caratterizzazione di Nargolìan. I due condividono un legame che va oltre la semplice amicizia: sono complici, confidenti, compagni di avventure. Quando Geshwa perde i genitori, Nargolìan offre il suo Hêr Preta (Dono del Passato) – una casetta di legno che simboleggia “l’affetto domestico”, rivelando quanto Delihen, la madre di Geshwa, abbia rappresentato per lui la figura materna mai conosciuta.

È significativo che, nel momento in cui i due amici devono separarsi per intraprendere strade diverse – Geshwa verso l’esercito, Nargolìan verso la magia – il loro legame non si spezzi ma si trasformi. Entrambi portano dentro di sé l’influenza dell’altro: Geshwa mantiene una problematica paura-curiosità per il magico, mentre Nargolìan conserva il coraggio e la determinazione dell’amico.

Nargolìan Asergnac a 18 anni: un ragazzo sulla via di diventare mago

Il Maestro Asshar: un rapporto complesso

Il rapporto tra Nargolìan e il suo maestro Asshar rappresenta uno degli elementi più affascinanti del terzo volume. Asshar è descritto come “uno dei maghi più importanti del Regno”, un uomo dall’aspetto imponente – alto, magro, con capelli neri e barba incolta, dai lineamenti scavati e gli occhi marroni spesso “spiritati”. Vive da secoli ed è esperto della Lingua Onoferica.

Inizialmente il rapporto sembra quello classico maestro-allievo, con Asshar che mette alla prova Nargolìan facendogli pulire cavalli invece di insegnargli magie spettacolari. Ma gradualmente emerge la profondità di questo legame: Asshar vede in Nargolìan qualcosa di speciale e decide di anticipare di due anni il suo percorso formativo, spingendolo verso prove che normalmente affronterebbe da Aiutante.

La scelta cruciale: amore o magia?

Uno dei momenti più intensi del percorso di Nargolìan è l’incontro con Lidanna, una ragazza dai capelli castani con riflessi rossicci e occhi verdi illuminanti. Lidanna rappresenta tutto ciò che la vita “normale” potrebbe offrirgli: amore, famiglia, una vita semplice lontana dalle complessità della magia.

Il conflitto interiore di Nargolìan è reso ancora più drammatico dalla rivelazione di Asshar: un mago è sterile. Non si tratta solo di una scelta di vita, ma di una condanna biologica. Scegliere la magia significa rinunciare per sempre alla possibilità di avere figli, di costruire una famiglia tradizionale.

La scelta finale di Nargolìan – optare per la magia basandosi sulla fiducia nel maestro – segna il suo definitivo passaggio all’età adulta e la sua accettazione del destino magico.

Le avventure nella Foresta di Vandri

La missione di passaggio che Nargolìan deve affrontare nella Foresta di Vandri è un concentrato di tutto ciò che rende affascinante questo personaggio. Accompagnato dall’enigmatico Sindonasa, deve confrontarsi con chimere, creature magiche terrificanti come i Berlischi (che pietrificano con lo sguardo) e i Togharta (gorilla-cinghiale mostruosi).

Durante questa prova, Nargolìan dimostra di aver acquisito non solo competenze magiche, ma anche la saggezza necessaria per navigare in un mondo pieno di insidie. Il suo incontro con il Gronegoriano (il guerriero misterioso in armatura decorata con motivi vegetali) gli insegna cosa significhi l’amicizia tra adulti – diversa da quella adolescenziale con Geshwa, ma altrettanto profonda.

I regni degli Gnomi: una parentesi rivelatrice

Particolarmente significativa è la parentesi nei Regni degli Gnomi, dove Nargolìan viene trattenuto più a lungo del previsto. Gli Gnomi, con la loro saggezza antica, sembrano vedere in lui qualcosa di speciale, trattenendolo “fino a quando le cose lassù non si mettono al meglio per lui”.

In questo regno sotterraneo, organizzato come “un grande formicaio con zone differenti collegate da corridoi”, Nargolìan ha tempo per riflettere sul suo percorso e sulla sua crescita. È qui che comprende davvero la portata delle responsabilità che lo attendono come mago.

Il simbolismo del personaggio

Nargolìan rappresenta la strada non scelta da Geshwa. Mentre il protagonista principale opta per la via del guerriero e dell’azione diretta, Nargolìan sceglie la via più complessa e sfumata della magia. È il personaggio che ci mostra come le grandi scelte della vita comportino sempre delle rinunce, ma anche come la fedeltà ai propri principi e la fiducia nelle persone giuste possano guidarci attraverso i momenti più difficili.

Il suo nome stesso, Nargolìan Asergnac, ha una sonorità che evoca insieme forza e delicatezza, rispecchiando perfettamente la natura del personaggio: apparentemente fragile per la sua magrezza e giovinezza, ma dotato di una forza interiore straordinaria.

L’eredità di Nargolìan

Ciò che rende Nargolìan un personaggio così amato dai lettori è la sua umanità autentica. Non è il classico eroe senza macchia: è goffo, a volte imbranato, si innamora, ha paura, dubita delle sue scelte. Ma proprio questa umanità lo rende credibile e ci permette di identificarci con lui.

La sua storia ci insegna che crescere significa fare scelte difficili, che l’amicizia vera sopravvive alle separazioni e ai diversi percorsi di vita, e che a volte bisogna avere il coraggio di fidarsi di chi ha più esperienza di noi, anche quando non capiamo completamente le sue motivazioni.

Nargolìan Asergnac non è solo il migliore amico di Geshwa Olers: è lo specchio in cui ognuno di noi può riconoscere le proprie incertezze giovanili e la propria ricerca di un posto nel mondo. È il personaggio che ci ricorda che anche le strade meno battute possono portare a destinazioni straordinarie, purché si abbia il coraggio di percorrerle fino in fondo.

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