Tir Pret, la Torre del Passato. Che dire di questa torre magica, illustrata (pure stavolta) da Fabio Porfidia?
Tir Pret è la torre che preserva l’equilibrio della memoria. Perché un dato fondamentale della magia (o, come viene chiamata nel romanzo, Lingua Onoferica) è che si richiede al Mago un grande equilibrio personale, sia tra le forze naturali che lo percorrono che tra le forze interiori di autocontrollo e aggressività. Tir Pret è in grado di conferire questo maggior autocontrollo interiore, facendo appello alla memoria stratificata della storia grodestiana. Presso questa torre, infatti, si combatterono grandi battaglie – di alcune d’esse si parla in Il viaggio nel Masso Verde e in La battaglia di Passo Keleb – che provocarono migliaia di vittime, sepolte spesso nei paraggi del luogo in cui essa si erge.
Tir Pret sorge sulle rive del Karnaset. Se osservate per bene l’illustrazione, sullo sfondo si vede la sagoma di una nave bianca, che non è altro che la Capitale del Regno, per l’appunto chiamata la Nave per la forma particolare delle sue mura. L’inizio di I ghiacci di Passo Ceti è ambientato proprio qui a Tir Pret, dove Asshar giunge per assistere alla manifestazione di Dio, Eus.


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